LA SCIENZA NELLA BIBBIA

 

 

«Io sono l’alfa e l’omega, il principio e la fine»

 

 

APOCALISSE 21,6

Matematica: il concetto di infinito


Il libro dell'Apocalisse è l'ultimo della Bibbia e dà compimento a tutta la rivelazione. Il titolo significa rivelazione, e intento dell'autore è quello di farci comprendere le cose ultime, il ritorno di Cristo sulla terra.  In questo verso è chiaro che Dio è principio e fine di tutte le cose. Egli è il primo e l’ultimo, l’Alfa e l’Omega, non è mai stato creato o formato, non ha mai avuto inizio e non avrà mai fine. Dio è infinito. Infinito significa semplicemente “senza limiti.” Quando ci riferiamo a Dio come "infinito," generalmente ci riferiamo a Lui con termini come onnisciente, onnipotente e onnipresente. Onnisciente perché Dio sa tutto quello che succederà e potrebbe accadere; onnipotente poiché niente può fermare l’adempimento della Sua volontà, e niente può fermarlo o impedirgli di eseguire i Suoi propositi divini; onnipresente nel tempo e nello spazio, Dio è sempre esistito ed esisterà sempre. Prima che iniziasse il tempo, Dio c’era. Non ha inizio né fine, e non c’è mai stato un tempo in cui Egli non esistesse, né ci sarà mai un tempo in cui Egli cessi di esistere.

«Una cima raggiunta è il bordo tra l'infinito e l'immenso»

(ERRI DE LUCA)

MATEMATICA: L'INFINITO

 

 

 

 

«Le stelle sono buchi nel cielo da cui filtra la luce dell'infinito»

 

CONFUCIO

 

 


Dell’infinito si potrebbe parlare all’infinito. Ma poi, come fanno degli esseri finiti a concepire l’infinito? In matematica il concetto di infinito ha molti significati tra cui viene spesso associato con la nozione di limite.  Il suo simbolo rappresenta molte cose: un occhiello (in quanto il doppio occhiello di quel simbolo sembrava potesse rimandare immediatamente all'infinito),  un otto rovesciato, la lettera omega dell’alfabeto greco oppure il numero 1000, che veniva spesso usato dai romani con il valore iperbolico di "una grande quantità, un'infinità". Inizialmente tale numero non veniva rappresentato con la lettera romana M ma con due C disposte l'una di fronte all'altra, in cui è facile riconoscere la somiglianza con il segno di infinito. Come scriveva Blaise Pascal: «Noi sappiamo che c’è un infinito e ne ignoriamo la natura. Poiché sappiamo che è falso che i numeri sono finiti, è vero dunque che c’è un infinito nel numero. Ma non sappiamo che cosa è». Parafrasato in modo evangelico possiamo dire che non conosciamo Dio e ne ignoriamo la natura. Sappiamo che è falso che gli uomini siano finiti, in quanto hanno un’anima eterna, ed è quindi vero che c’è una parte infinita in ognuno di noi. È vero che siamo tutti fatti a immagine e somiglianza di Dio e che siamo tutti gocce dello stesso mare in movimento. 

 

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