LO SCATTO DI DIO

 

 

 «Sei tu che hai formato le mie reni, che mi hai intessuto nel seno di mia madre»

 

 

(SALMO 139, 13)


La fotografia a cui normalmente ci riferiamo, come è logico, racconta il mondo osservato dalla prospettiva umana, ogni foto è riconducibile alla prospettiva dell’essere umano che indaga la realtà. Esiste tuttavia un’altra fotografia, vista con l’occhio di Dio: è la macrofotografia. La macrofotografia è un genere fotografico che si avvale di particolari tecniche fotografiche con lo scopo di ottenere immagini di soggetti molto piccoli tramite forti rapporti di ingrandimento.  Con la macrofotografia Dio rende protagonisti dello scatto anche elementi minuscoli e difficilmente inquadrabili dagli obiettivi degli uomini. Dio indaga un mondo a noi sconosciuto, ci conosce bene «ha formato le nostre reni» ottiene le immagini delle nostre paure e dei dubbi più nascosti e le ingrandisce, le porta alla luce mettendoci alla prova e permettendoci di superarle. 

 

"Le prime 10.000 fotografie sono le peggiori"

 

HERRY CARTIER BESSON

 

 

LA LUCE DELLE TAVOLE

 

 

 

«Non desiderare la donna d'altri»

 

Esodo 20,17


 

Questo è un comandamento d’amore che va interpretato nel mondo giusto. «Non desiderare la donna d’altri» non vuol dire che è proibito guardare una donna e apprezzarne il portamento,  non è un divieto di fronte ad un impulso, ad una reazione spontanea nei confronti della bellezza. Il comandamento ci ordina di non desiderare la donna del prossimo con tutto un piano nella testa, di elaborare con il pensiero tutta una strategia di conquista per conquistare quella donna senza badare alle leggi morale; mente, volontà e  azione mirano ad appropriarsi della moglie del prossimo. Non bisogna confondere questo comandamento con il sesto, ovvero «Non commettere adulterio» perché sono due cose diverse. Nel nono il Signore ci comanda di "non desiderare" perché conosce le nostre debolezze e il confine tenue tra desiderio e volontà. Non solamente l'atto compiuto, ma anche il desiderio di esaudirlo è peccato, perché s'inizia col desiderio, poi si prosegue con la seduzione, poi si esegue l'atto. Secondo questo comandamento è vietato desiderare di legge come fece Davide con Betsabea, non si vieta di fare del male ma anche solo di pensare di farlo. Il desiderio precede sempre l'azione, come la volontà precede sempre l'opera, specialmente nel campo sentimentale: il desiderio, se accettato dalla mente, difficilmente può essere bloccato. Occorre quindi imporsi di non volere e cercare di avere a tutti i costi ciò che non ci appartiene.

 

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