DIALOGO COME 

 

TESTIMONIANZA

 «Ma la testimonianza che io ho è maggiore di quella di Giovanni; poiché le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle opere che io faccio testimoniano di me, che il Padre mi ha mandato. il Padre, che mi ha mandato, ha egli stesso testimoniato di me; voi non avete mai udito la sua voce, né avete visto il suo volto, non avete la sua parola che dimora in voi, perché non credete in colui che egli ha mandato»

Giovanni 5,36 


Dal greco μαρτύριονovvero martirio, la parola «testimonianza» rappresenta coloro che difendono la verità con le parole e con i fatti, così come leggiamo in 1 Timoteo 3,16: «Dobbiamo confessare che grande è il mistero della pietà: Egli si manifestò nella carne, fu giustificato nello Spirito, apparve agli angeli, fu annunziato ai pagani, fu creduto nel mondo, fu assunto nella gloria». Testimoniare a gran voce la verità ha portato molti a perdere la propria vita trasformando il termine martirio, dalla sfumatura legale di «rendere una dichiarazione pubblica» a quella più passionale che descrive una testimonianza pubblica della fede in Dio e in Gesù Cristo data da uomini e donne, testimonianza che giunge fino alla morte violenta e allo spargimento di sangue. 

TESTIMONIANZA E

 

INTERCULTURA

 

Se a testimonianza è un metodo del dialogo religioso, è possibile articolare un dialogo e una riflessione tra religioni diverse in un ottica di macroecumenismo? L’ecumenismo mira a confrontare e divulgare correttamente concetti, idee e testimonianze legati all’intercultura, alle diverse dinamiche interreligiose e alla relazione con il diverso. 


Sono convinta che il primo inderogabile compito del credente sia di cercare di capire e di conoscere l’altro.

Un giovane rabbino, chiese ad un anziano: «Perché possediamo due orecchie e una sola bocca?» e l’altro rispose. «Perché dobbiamo sapere ascoltare due volte in più che parlare». 

Una corretta testimonianza interculturale ci invita ad un aperto dialogo religioso che ci spinge a saper ascoltare le parole degli altri, senza barriere all’ascolto, senza pregiudizi o consigli non richiesti

Le testimonianze degli altri sono ambasciatrici di cultura, storia e tradizioni, sono mediatrici intellettuali, espressioni di diritti e doveri, casse di risonanza del patrimonio di un popolo, che consentono agli uomini di comunicare tra loro, di maturare e costruire relazioni. 

 

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