Newtown Creek: La vita ritorna nell’ex fiume più inquinato d’America

di Alessia Fistola il 10 gennaio 2012

 

Il Newtown Creek, il fiume che separa Brooklyn e Queens e che si getta nelle acque dell’East River, è tristemente noto alle cronache per il suo elevato livello di inquinamento. L’EPA, Environment Protection Agency, ha dichiarato che questo fiume si pone in cima alle classifiche per inquinamento e le cause sono da rinvenire in ben 150 anni di insediamento industriale e di comportamento “ecologicamente” scorretto.

E’ nata anche un’associazione, la Newtown Creek Alliance, che da anni si batte per ripulire il fiume. Dalla seconda metà del 1900 le rive del corso d’acqua hanno visto insediarsi anno dopo anno una serie di industrie che hanno riversato indisturbate i loro rifiuti tossici. Durante la seconda guerra mondiale il Newtown Creek è stato anche un importante porto industriale e solo nel 1978 la Guardia Costiera americana scoprì ben 30 milioni di galloni di petrolio che si erano accumulati in decenni di perdite.

Il livello di inquinamento è talmente elevato che è stato consigliato alle donne incinte di evitare il consumo di pesce proveniente dal fiume: Il canale riceve infatti acqua dalla rete fognaria della città, dalle stazioni di lavorazione dei rifiuti, dalle acque piovane contaminate e dagli scarichi spesso abusivi.

Per decenni l’acqua stagnante ha ospitato sostanze inquinanti che si sono sedimentate sul letto del fiume. Tuttavia grazie agli sforzi e agli investimenti compiuti dalla Environment Protection Agency si sono avviati importanti progetti di pulizia del canale che stanno già mostrando i primi risultati.

Sono ricomparsi il gabbiano e l’airone bianco, ci sono zone verdeggianti lungo il corso d’acqua adatte a pic-nic pomeridiani e in alcuni tratti si scoprono gamberetti, vongole e granchi. E’ sorprendente come la natura stia lentamente lottando per tornare a impossessarsi del proprio habitat naturale.

Tuttavia le operazioni di pulizia dureranno ancora per molti anni e sarà necessario stanziare ulteriori fondi: per il momento i costi delle prime operazioni sono stati sostenuti dai vari enti coinvolti nel danno, come la ExxonMobil Oil Corp e la Phelps Dodge Corp., ma è necessario coinvolgere e sensibilizzare l’opinione pubblica per restituire al fiume la sua salute originaria.

Ed in Italia? a quando operazioni simili ad esempio sul Lambro ed il Seveso al Nord od il Tevere a Roma?

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