COLORI NELLA BIBBIA

 

 

 «Parla agli israeliti e di’ loro che di generazione in generazione si devono fare orli frangiati alle vesti, e devono mettere un cordoncino blu al di sopra dell’orlo frangiato della veste» 

 

NUMERI 15,38


TECHLET, AZZURRO BANDIERA

Techelet che noi chiamiamo azzurro. Da dove si ricavava questo techelet, il quale doveva far parte degli abiti sacerdotali e poi era uno dei fili che doveva far parte di quelle frange degli abiti che tutti gli Ebrei devono indossare? Dice il testo biblico che noi dobbiamo indossare un manto, ai quattro angoli del quale ci sono dei fili bianchi, ma uno di questi fili deve essere di techelet, azzurro. Studi a non finire per capire cosa fosse questo techelet; sembra che fosse uno dei colori più costosi nell’antichità: un grammo di techelet valeva come 600 grammi d’oro. Come si ricavava? Ce ne parla il Talmud, che dice si ricavasse da un mollusco frequente nelle coste mediterranee, dal quale si doveva prelevare una piccola ghiandola che, spremuta, dava una sostanza, da cui si ricavava prima il techélet e poi, con un ulteriore trattamento, il rosso-porpora/viola, l’argamàn. Pensate al techelet, che è l’azzurro – tra l’altro il colore della bandiera israeliana e quindi ormai entrato a far parte della nostra cultura e tradizione. 

 

 

"L'azzurro mette il suo colore dentro ogni finestra"

 

FABRIZIO CARAMAGNA

 

 AZZURRO

 

 

 "C’è troppo azzurro per non innamorarsi almeno una volta al giorno"

 

 

FABRIZIO CARAMAGNA


AZZURRO COME IL SANGUE

I colori condizionano le nostre vite e le scelte che compiamo non sono mai casuali, spesso rispecchiano lo stato d’animo di quel momento: l’azzurro stimola la pacatezza, un senso di centratura e ci rende più estroversi, più aperti verso l’esterno e più propensi a comunicare. La parola azzurro viene dal persiano lazhward,  il nome originale del lapislazzulo. Turchino e turchese rimandano alla Turchia, paese in cui la pietra era molto diffusa. Il blu e tutte le sue nuances è il colore della riflessione contemplativa e della meditazione; nel blu  c’è il sapere unito alla dedizione, alla delicatezza d’animo, alla propensione per il contatto e alla partecipazione affettiva: non stupisce allora che questo sia il colore “materno” della Madonna. E’ anche il colore dei miti, si ritrova nelle fiabe ed è il colore dei principi coraggiosi.  La fata Turchina di Pinocchio aveva i capelli del colore del cielo e dello spirito: qui nasce il prototipo di principe azzurro, valoroso, giusto e leale, che ritroviamo in tante fiabe come archetipo del maschile “che salva”. È il colore nobile, si parla di «sangue blu»,  è strettamente connesso a sensazioni positive di libertà, pace, serenità emotiva.

 

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