TELE E TAVOLOZZE

 

 

«Subito dopo il canto del gallo, Pietro si ricordò della parola di Gesù che aveva detto: Prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte. E uscito fuori, pianse amaramente»

MATTEO 26, 74-75


 

NEGAZIONE DI PIETRO

L'episodio raffigurato è tratto dal Vangelo: mentre Gesù si trova nel Sinedrio, Pietro si avvicina ad un fuoco per scaldarsi. Le persone che si trovano lì lo riconoscono come un seguace di Gesù, ma lui nega di esserlo. Durante l'Ultima Cena, Gesù aveva profetizzato questo suo comportamento. Come è risaputo, triplice è la negazione di Pietro nei confronti di Gesù variamente espressa ma costruita in un crescendo che ha il suo apice nella terza quando l’apostolo si abbandona a un empito di imprecazioni e di giuramenti, ribadendo sempre la stessa proclamazione quasi isterica: «Non conosco quest’uomo!». La giornata di Pietro è cupa, è un momento di crisi, della oscurità non solo esteriore con le tenebre notturne che incombono sul crepuscolo del giovedì santo, ma anche del buio interiore della sua coscienza attraverso la debolezza del tradimento. 

 

 REMBRANDT

 NEGAZIONE DI PIETRO

REMBRADT E PIETRO

La Negazione di Pietro è un dipinto a olio su tela (154x169 cm) realizzato nel 1660 dal pittore Rembrandt. La luce gioca un ruolo fondamentale nel dipinto: un bagliore, proveniente da una fonte sconosciuta, illumina i volti di Pietro e della donna alla sua destra, accentuandone le espressioni, e si riflette sulle armi dei soldati in primo piano. Sullo sfondo, si intravedono alcune persone che spuntano dal buio solo con pochi tratti del volto: una di esse è Gesù, che sembra rimproverare il discepolo per le parole appena pronunciate.

La scena è dominata dalla figura di Pietro, avvolto in un mantello scuro e illuminato da una luce artificiale proveniente da una candela tenuta da una serva. Il suo volto è solcato da profondi solchi di dolore e di rimorso, mentre la sua mano destra si alza in un gesto di negazione. La serva, che lo accusa di essere un seguace di Gesù, lo indica con un dito accusatorio. L’atmosfera è densa di tensione e di drammaticità, sottolineata dal contrasto tra la luce che illumina Pietro e l’oscurità che avvolge il resto della stanza. L’opera cattura la fragilità della natura umana e la profondità del pentimento di Pietro. Il suo tradimento rappresenta il fallimento umano di fronte alla paura e alla debolezza. Tuttavia, la luce che illumina il suo volto lascia intravedere la possibilità di redenzione e di perdono.

 

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