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TELE E TAVOLOZZE |
«Dopo questo vidi quattro angeli, che stavano ai quattro angoli della terra e trattenevano i quattro venti, perché non soffiasse vento sulla terra, né sul mare, né su alcuna pianta»
APOCALISSE 7
GLI ANGELI DELL’APOCALISSE
Nel linguaggio figurato della Scrittura, il soffiare dei quattro venti insieme significa una distruzione spaventosa e generale. Ma la distruzione è ritardata. I sigilli servivano a segnare per ciascuno i propri beni. Questo marchio è la testimonianza dello Spirito Santo, impressa nel cuore dei credenti. Il Signore non vuole che il suo popolo sia afflitto prima di essere segnato, affinché sia preparato contro ogni conflitto. E, osservate, di coloro che sono così sigillati dallo Spirito, il sigillo deve essere sulla fronte, ben visibile sia agli amici che ai nemici, ma non al credente stesso, se non quando guarda con attenzione al vetro della Parola di Dio. Il numero di coloro che furono sigillati può essere inteso come il resto del popolo che Dio ha riservato. Sebbene la Chiesa di Dio non sia che un piccolo gregge, in confronto al mondo malvagio, tuttavia è una società veramente grande e destinata ad allargarsi ancora di più. Qui la Chiesa universale è raffigurata sotto il tipo di Israele.
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CIMABUE |
| APOCALISSE |
L’APOCALISSE E LA MEDITAZIONE ESCATOLOGICA
Cimabue ha dipinto la sua Apocalisse ad Assisi, negli anni tra il 1277 e il 1283. La si può ammirare nel transetto sinistro della Basilica superiore di San Francesco. Anche se “ammirare” può risultare un termine eccessivo a fronte delle attuali condizioni dei dipinti: scene molto deperite, brani di affresco ormai perduti, ossidazione dei colori. Tuttavia il genio di Cimabue riesce ancora ad imporsi e a trasmettere le emozioni contenute in un libro sacro arduo da rappresentare a causa della sua natura “liquida” e visionaria. Una scena descrive i quattro angeli collocati ai quattro canti del mondo (Cimabue li colloca nei “cantoni”, cioè negli angoli di una fortificazione sghemba). Essi trattengono i corni dei venti nell’attesa di dare inizio alla distruzione della terra. La scena mostra una delle visioni di san Giovanni riportate nell’Apocalisse. L'apertura del settimo sigillo porta il silenzio sulla terra e i sette angeli di Dio danno fiato alle trombe che risvegliano i morti dai sepolcri. Al centro Cristo nella mandorla di luce sta calandosi ed è caratterizzato da panneggi ottenuti con contrasti di luce marcati, dai contorni taglienti ma corposi nella resa volumetrica.